Progetto

Il progetto nasce dall’esigenza di offrire un approccio educativo alternativo ai metodi tradizionali: la nostra proposta pedagogica è il metodo Montessori.

Il metodo, elaborato dal medico e scienziata dott.ssa Maria Montessori, agli inizi del ‘900, risulta ormai validato da decenni di perfezionamento ed ha ricevuto un’approvazione internazionale da parte dei più importanti istituti di ricerca educativa.

Oggi è ulteriormente sostenuto dai più recenti studi sull’apprendimento provenienti dalle neuroscienze. I bambini sono seguiti da personale esperto e qualificato.

Nell’affiancare il bambino nello svolgimento dei vari lavori, teniamo conto che ogni bambino è un individuo diverso dagli altri e come tale va trattato diversamente adeguandoci alle sue esigenze di sviluppo, e che ha diritto di “prendere i suoi tempi” per raggiungere la giusta autonomia.

Nel Montessori si usa dire che “la mente dei tre anni dura cent’anni”. Da zero a tre anni, infatti, l’infante ha in sé tutte le “potenzialità che determinano il suo sviluppo”.

Durante i primi tre anni di vita si creano le facoltà umane basiche: linguaggio, movimento, pensiero. Montessori definisce quindi l’infante da zero a tre anni il “creatore inconscio” proprio per la natura del suo lavoro di sviluppo e per le modalità in cui questo lavoro viene condotto. Questo “periodo dell’inconscio racchiude in se stesso tutte le energie dell’uomo” e queste energie creative guidano il neonato all’assorbimento attivo dell’ambiente e perciò a “creare” se stesso come essere umano completo.

L’assorbimento dell’ambiente avviene quindi mediante un’attività inconscia e per mezzo del lavoro di una “mente assorbente”, tipica di questo periodo e molto diversa dalla nostra. L’educazione per Montessori sin dall’inizio: è come aiutare tutte le energie creative del bambino ad emergere perché la mente assorbente possa svolgere al meglio il suo lavoro.

La chiave, per il Montessori, sta nel movimento. “Il movimento – dice la Dottoressa ne La scoperta del bambino – è essenziale alla vita, e l’educazione non può concepirsi come moderatrice o, peggio, inibitrice del movimento, ma solo come un aiuto a ben spendere le energie, e a lasciarle sviluppare normalmente”.

Il bambino è protagonista del suo tempo e delle sue sperimentazioni, basando tutta l’impostazione didattica sul concetto di libertà e di autoapprendimento.

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